Voluntary Disclosure: verso una soluzione sul raddoppio dei termini di accertamento in caso di violazioni penali

A margine del convegno dello scorso 13 aprile, sul tema “Voluntary disclosure – I capitali e la sfida della trasparenza” organizzato dal Gruppo 24 Ore nella sede di Milano, a cui ha partecipato anche Galvani Fiduciaria, è trapelata l’intenzione da parte del Governo di sganciare la questione del raddoppio dei termini in caso di accertamento in presenza di violazioni penalmente rilevanti, dal tema della certezza del diritto, per sbloccare migliaia di istanze della voluntary disclosure in attesa di certezza sugli anni ancora accertabili.

Stando alle prime indiscrezioni, l’articolo 8, della Legge 23/2014 (la “Delega fiscale”) sulla Revisione del sistema sanzionatorio che al capoverso 2 ha dato mandato al Governo di “…definire, con i decreti legislativi la  portata  applicativa  della disciplina del raddoppio dei termini, prevedendo che  tale  raddoppio si verifichi soltanto in presenza di effettivo invio della  denuncia, ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale, effettuato entro un termine correlato allo  scadere  del  termine  ordinario  di decadenza…..” sarebbe pronto a sganciarsi dall’articolo 5 della stessa legge sulla Disciplina dell’Abuso del diritto ed elusione fiscale, per accelerare i tempi della sua entrata in vigore.

La questione, come ben noto a tutti i professionisti e come più volte sottolineato ai propri Clienti dalla Galvani Fiduciaria, è di assoluta rilevanza per la voluntary disclosure, in quanto significherebbe dare certezza ai contribuenti, definendo gli anni da denunciare nella richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, anche in presenza di infedeltà o omissioni dichiarative che abbiano rilevanza penale ai sensi del D.Lgs. 74/2000.

voluntary disclosure raddoppio dei terminiAl riguardo giova ricordare che ai sensi dell’art. 43, del Dpr n.600/73, commi 1 e 2, il termine ordinario per l’accertamento è costituito, a pena di decadenza, dal 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi, ovvero del quinto anno successivo a quello in cui la stessa avrebbe dovuto essere presentata nell’ipotesi di omessa dichiarazione. Pertanto dovranno essere ricomprese  nella domanda di regolarizzazione tutte quelle infedeltà dichiarative commesse nei periodi di imposta dal 2010 al 2013, mentre in caso di omessa dichiarazione anche le violazioni della stessa specie commesse a partire dal 2009.

Nel caso in cui le suddette  violazioni dovessero comportare l’obbligo di denuncia penale per uno dei reati tributari previsti dal D.Lgs.74/2000, i termini di cui sopra sono raddoppiati relativamente al periodo di imposta in cui è stata commessa la violazione. In tale ipotesi le annualità accertabili nell’ambito della procedura della voluntary disclosure potrebbero essere dal 2006 al 2013, in caso di presentazione da parte del contribuente di dichiarazione infedele, ovvero i periodi di imposta a decorrere dal 2004 in caso di dichiarazione omessa.

E’ evidente, quindi, l’importanza delle disposizioni contenute nel citato articolo 8 della legge di Delega fiscale, in quanto statuendo che il raddoppio dei termini si applichi solo in presenza dell’effettivo invio della denuncia entro i termini ordinari di accertamento, nell’ambito della voluntary disclosure, nessun raddoppio potrà operare se l’emersione della fattispecie penale avvenisse dopo la scadenza dei termini ordinari.

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