Indeducibilità dei costi e CFC: le nuove BlackList in Gazzetta Ufficiale

Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale n. 107 dell’11 maggio 2015 i due decreti del Ministero dell’Economia e delle finanze che individuano, rispettivamente, i nuovi elenchi di Stati o territori con riferimento ai quali si applicano le limitazioni alla deducibilità dei costi previste dall’art. 110, comma 10, del TUIR e quelli relativi all’applicazione della disciplina CFC prevista dall’art. 167, comma 4 del TUIR.

Costi black-list

Con riferimento ai costi sostenuti con società localizzate in Paesi Black list, l’art. 110, comma 10, del TUIR prevede che non siano ammessi in deduzione i costi derivanti da operazioni intercorse con società localizzate in Paesi che non consentono un adeguato scambio di informazioni e nei quali il livello non sia sensibilmente inferiore a quello italiano.

Il D.M. 27 aprile 2015 attua le previsioni della legge di Stabilità 2015, secondo cui l’individuazione di tali Stati o territori è effettuata avendo riguardo al solo criterio dell’assenza di un adeguato sistema di scambio di informazioni ai fini fiscali con l’Italia.

Il decreto è stato firmato dal MEF il 1° aprile 2015, ma successivamente modificato prima della sua pubblicazione. Il testo finale cancella 21 Paesi dalla attuale black list di cui al D.M. 23 gennaio 2002. Si tratta dei Paesi con i quali è in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni, o che hanno firmato un accordo sullo scambio di informazioni.

blacklist galvani fiduciariaEscono dunque dalla Black List alcuni Paesi che hanno significativi rapporti commerciali con le imprese italiane, come Singapore, Emirati Arabi, le Isole del Canale e le Isole Cayman, che potranno evitare non solo l’onere della indeducibilità ma anche la necessità di raccogliere la documentazione per dimostrare l’esistenza delle esimenti di cui all’art. 110, comma 11 del TUIR.

Rispetto al testo precedente, il nuovo decreto contiene alcune differenze significative. In particolare, diversamente dal “vecchio testo” (che prevedeva una lista unica di Stati o territori privi di strumenti per lo scambio di informazioni ai fini fiscali con l’Italia), il nuovo decreto mantiene la suddivisione tra:

- paradisi fiscali “puri”;

- paradisi fiscali con eccezioni;

- paradisi fiscali limitatamente a determinate tipologie societarie.

Regime CFC

Per quanto concerne il D.M. 30 marzo 2015, gli articoli 167 e 168 TUIR disciplinano il regime delle società estere controllate e collegate (“CFC”), che sancisce l’imputazione per trasparenza dei redditi derivanti da società che risiedono o sono localizzate in Stati che non consentano un adeguato scambio di informazioni e che al contempo prevedono un livello di tassazione sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia.

La lista di questi Paesi avrebbe dovuto essere quella di cui all’art. 168-bis. Fino alla sua pubblicazione, il riferimento rimaneva il D.M. 21 novembre 2001. La legge di Stabilità 2015 (art. 1, comma 680) è intervenuta sul regime CFC chiarendo che si considerano Paesi con un livello di tassazionesensibilmente inferiore a quello applicato in Italia” quelli nei quali la tassazione è inferiore al 50% di quella applicata in Italia.

Il MEF, in attuazione della norma della Stabilità 2015, ha pubblicato la “nuova” lista dei Paesi Black list ai fini dell’applicazione del regime delle CFC. Si tratta in sostanza della lista di cui al D.M. 21 novembre 2001, dalla quale sono stati espunti Filippine, Malesia e Singapore, che hanno un livello di tassazione superiore al 50% di quello italiano.

Le nuove disposizioni si applicano dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014.

Ministero dell’Economia e delle finanze, D.M. 30/03/2015 (G.U. 11/05/2015, n. 107)

Ministero dell’Economia e delle finanze, D.M. 27/04/2015 (G.U. 11/05/2015, n. 107)

Riportiamo la lista dei paesi BlackList

BlackList “indeducibilità de costi”

BlackList CFC

Andorra Alderney ( Isole del Canale)
Angola Andorra
Antigua Anguilla
Bahamas Antille Olandesi
Bahrein Aruba
Barbados Bahamas
Barbuda Bahrein, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate all’imposta
Brunei  Barbados
Dominica Barbuda
Ecuador Brunei
Giamaica Emirati Arabi Uniti, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta
Gibuti ( ex Afas e Issas)  Gibilterra
Grenada  Gibuti ( ex Afar e Issas)
Guatemala Grenada
Hong Kong Guatemala
Isole Mashall Guernsey (Isole del Canale)
Isole Cook Herm (Isole del Canale)
Isole Vergini statunitensi Hong Kong
Kenia Isola di Man
Kiribati ( ex Isoele Gilbert) Isole Cayman
Libano  Isole Cook
Liberia Isole Marshall
Leichtenstein  Isole Turks e Caicos
Macao Isole Vergini britanniche
Maldive Isole Vergini statunitensi
Monaco Jersey ( Isole del Canale)
Nauru  Kiribati ( ex Isole Gilbert)
Niue Libano
Nuova Caledonia Liberia
Oman Leichtenstein
Panama Macao
Polinesia francese Maldive
Portorico Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato
Saint Kitts e Nevis  Montserrat
Samoa Nauru
Salomone Niue
Saint Lucia Nuova Caledonia
Sain Vincent e Grenadine Oman
Sant’Elena Polinesia francese
Sark (Isole del Canale) Saint Kitts e Nevis
Seychelles Salomone
Svizzera Samoa
Tonga Saint Lucia
Tuvalu ( ex Isole Ellice) Saint Vincent e Grenadine
Uruguay Sant’Elena
Vanuatu  Sark ( Isole del Canale)
Seychelles
Tonga
Tuvalu ( ex Isole Ellice)
Vanuatu

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