Ratifica Accordo Italia – Svizzera su doppie imposizioni: Legge 4 maggio 2016, n. 69

italia-svizzera-bandieraGalvani Fiduciaria segnala la pubblicazione, nella Gazzetta ufficiale S.G. n. 115 del 18 maggio 2016, della legge 4 maggio 2016, n. 69  “Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1078, fatto a Milano il 23 febbraio 2015”.

La predetta legge è entrata in vigore il 19 maggio 2016, ma per l’efficacia del Protocollo, oggetto di ratifica, occorrerà attendere la notifica reciproca per via diplomatica tra Italia e Svizzera.

È, in particolare, modificato l’art. 27 relativo allo scambio di informazioni e il Protocollo aggiuntivo, con la previsione che il predetto scambio è previsto sulle informazioni a partire dal 23 febbraio 2015 su richiesta da parte dell’Autorità dell’altro Stato.

Tale accordo preclude alla prossima e definitiva eliminazione della Svizzera dalla black list basata esclusivamente sul criterio dello scambio di informazioni.

Lo scambio di informazioni in ambito fiscale, seppure il più ampio possibile, non consentirà agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata ed indiscriminata di informazioni (c.d. fishing expedition), oppure di richiedere informazioni non rilevanti in rapporto agli affari fiscali del contribuente interessato (rilevanza non verosimile della richiesta, art. II del Protocollo).

Viene assicurata la segretezza delle informazioni ricevute che possono essere comunicate solo alle persone o autorità competenti per l’accertamento o la riscossione delle imposte e dei relativi procedimenti o procedure concernenti le imposte stesse (Art. I, paragrafo 2 del Protocollo).

Inoltre, è fatto divieto – ai sensi dell’art. I, paragrafo 5 – agli Stati contraenti di rifiutare la comunicazione delle informazioni “unicamente perché queste sono detenute da una banca, un altro istituto finanziario, un mandatario o una persona che opera in qualità di agente o fiduciario”.

Qui potete consultare il testo originale della Legge 4 maggio 2016, n. 69

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